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L’aperitivo tipico genovese: l’asinello

Versione ligure del barolo chinato piemontese, il corochinato è un vino bianco, in origine di Coronata, aromatizzato con sedici erbe tra cui assenzio, china calissala, rabarbaro e genziana.
La ricetta risale al 1886, ma da una trentina di anni  il marchio è di proprietà della ditta Vini Allara di Genova Pra’.

Chiamato Asinello per l’Âzenetto dell’etichetta (un asino carico di bottiglie che accompagna un giovane contadino – il Paciugo di Coronata, simbolo della tradizione popolare), l’aperitivo genovese ormai viene servito in pochissimi bar della città.

In via Canneto in Lungo, la Marchesa e Adriano continuano a servirlo insieme dal 1982.

Tovaglie a scacchi rossi e bianchi e ambientazione anni ’60, la Bottiglieria della Marchesa – chiamato semplicemente il Bar degli Asinelli dai genovesi – è un locale storico dove non si va solo per bere il corochinato a un euro e cinquanta servito con focaccia o patatine.

E’ il bar del venerdì sera, ma anche di tutti i giorni.
Un ritrovo per i giovani, ma anche per sognatori o solitari che hanno bisogno di chiacchierare… di politica, del tempo, del più e del meno.
Un posto dove sentirsi a casa, e sicuramente, uno dei posti in cui io mi sento a casa.

A due passi dalla Cattedrale di San Lorenzo, nel cuore dei caruggi, il Bar degli Asinelli è un bar da gotti, di quelli della “vecchia” Genova, autentica e di tanti anni fa, uno di quei luoghi dove si sente il battito della città e dove si respirano ancora i versi delle canzoni di De Andrè.

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