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Chianti classico e Val d’Orcia: in Toscana tra calici di vino e picnic

Quale meta scegliere per una settimana di relax a fine giugno? Tra mare e montagna la mia risposta è sempre campagna!  Ecco un itinerario enogastronomico on the road, a spasso tra le colline, i castelli e i vigneti di Firenze e Siena per assaggiare i vini più famosi al mondo e ammirare il fascino delle crete senesi.

IL CHIANTI CLASSICO


Nel 1716, per la prima volta nel mondo, si legittima attraverso un documento il legame tra vino e territorio: è la zona del Chianti Classico, che comprende per intero i comuni di Castellina in Chianti, Gaiole in Chianti, Greve in Chianti, Radda in Chianti e in parte quelli di Barberino Tavarnelle, Castelnuovo Berardenga, Poggibonsi e San Casciano in Val di Pesa.

Oltre alla moltitudine di cantine, il paesaggio è puntellato da numerosi castelli medievali e rinascimentali, alcuni sono stati trasformati in relais e agriturismi, altri sono musei che ospitano anche un’enoteca e la possibilità di prendere parte a una degustazione. 

Castello Brolio Gaiole in Chianti

Il disciplinare della DOCG Chianti Classico, istituita nel 1984, prevede ancora l’antica formula del Barone Bettino Ricasoli: per essere chiamato CHIANTI CLASSICO il vino deve avere almeno l’80% di uve sangiovese.
Il restante 20% e il blend segnano lo stile della cantina e le sue scelte di mercato: alcuni produttori prediligono i tagli bordolesi (merlot e cabernet) altri i vitigni autoctoni toscani (canaiolo, mammolo, ciliegiolo, malvasia nera).

cantina barone ricasoli 1141

La cantina del Barone Ricasoli 1141 è proprietaria del Castello Brolio a Gaiole in Chianti: il biglietto della visita (5 euro) comprende anche la degustazione di un bicchiere di vino a scelta presso l’enoteca. Il castello è immerso nelle colline del Chianti, la vista sui vigneti è stupenda e la struttura ospita anche un ristorante.

Dopo una sosta al castello di Volpaia, al castello di Meleto e all’Abbazia di Montefioralle, il nostro itinerario prosegue verso nord: direzione Bargino, a pochi kilometri da Casciano in Val di Pesa, per visitare le Cantine Antinori.


Tra vino e design, le cantine dei marchesi Antinori ci accolgono con una scala elicoidale, la vigna che ricopre il tetto della cantina (dove c’è anche un ristorante) e un gioco di colori e materiali che sembrano richiamare il legame con la natura e con la terra (cotto, legno, vetro). 

La cantina propone diversi tour, noi abbiamo scelto il percorso Antinori nel Chianti Classico, Barriccaia. Un viaggio alla scoperta della famiglia Antinori per conoscere la storia della famiglia, capire come nascono i loro vini e scoprire l’architettura innovativa della cantina tra zona di vinificazione e affinamento. La visita (costo 35 euro a persona) comprende la degustazione accompagnata di 3 vini delle diverse tenute: un vermentino Bolgheri Tenuta al Guado del Tasso, un Villa Antinori Chianti Classico DOCG Riserva e un Bolgheri Rosso Cont’Ugo Guado al Tasso.


Proseguendo in direzione Greve in Chianti, scegliamo di visitare la cantina Lamole di Lamole, cantina storica risalente al XVI secolo, produttori in biologico dal 2005.  La visita comprende un giro tra i vigneti, nelle sale di vinificazione e di appassimento, la vinsantaia e la degustazione di 4 vini (costo 20 euro).
La degustazione è un focus sul chianti classico e sulle diverse tipologie: chianti classico, chianti classico Riserva e chianti classico Gran Selezione (quest’ultimo 100% sangiovese prodotto con le uve migliori e più storiche, una meraviglia!). Gli assaggi sono accompagnati da olio, salumi e formaggi.

Storicamente, il marchio che sulle bottiglie distingue il Chianti Classico è il gallo nero, simbolo del Consorzio. Il gallo, storico simbolo della Lega Militare del Chianti, venne rappresentato anche dal pittore Giorgio Vasari nel salone dei Cinquecento a Palazzo Pitti.

Ma perchè il gallo? La leggenda risale al Medioevo, quando Firenze e Siena si contendevano il territorio del Chianti. Per porre fine alle dispute venne indetta una gara: si decise di far partire due cavalieri dai rispettivi capoluoghi e di fissare il nuovo punto di confine nel loro punto di incontro.
La partenza doveva avvenire all’alba e decisivo sarebbe stato il canto del gallo, gallo bianco per Siena, gallo nero per Firenze. Mentre i senesi coccolarono e rimpinzarono di cibo il gallo, i fiorentini lo chiusero al buio, a digiuno, in una piccola cella. Il giorno della partenza, appena tolto dalla stia, il gallo nero prese a cantare, permettendo al cavaliere fiorentino di partire in anticipo, molto prima dell’alba.
Il cavaliere senese percorse solo 12 kilometri prima di incontrare quello fiorentino: fu così che quasi tutto il Chianti passò sotto il dominio della Repubblica Fiorentina.

Per consigli, suggerimenti e posti dove mangiare nel Chianti classico cliccare qui.

LE CRETE SENESI E LA VAL D’ORCIA

viaggio in toscana, crete senesi

Dalla Strada Leonina che arriva ad Asciano fino alla Statale che raggiunge Pienza, sono tantissimi i luoghi suggestivi dove fotografare le crete senesi, i suoi colori caldi e i cipressi tanto famosi su Instagram. Ecco un elenco dei miei preferiti per uno scatto perfetto (vi consiglio di controllare le esposizioni e gli orari di alba e tramonto per non essere contro sole).

  • Borgo Paganella 
  • Agriturismo Baccoleno
  • Cappella della Madonna di Vitaleta
  • La Foce


Lungo il vostro itinerario, vi consiglio di non perdere una sosta al caseificio Cugusi: oltre alla possibilità di acquistare vari prodotti tipici della zona (pecorino di Pienza, salumi, marmellate, miele, vino e birra locali) la struttura ospita un’area pic-nic panoramica con vista su Montepulciano!

Il servizio pic-nic costa due euro a persona e oltre all’utilizzo dell’area, comprende un cestino con tutto l’occorrente per il coperto: tagliere e coltello, piatti, tovaglioli, tovagliette e posate biodegradabili.
Si può scegliere di sostare sotto l’ombra dei ciliegi (l’area ha diversi tavoli) oppure nel prato antistante il negozio. Un paradiso per i pic-nic lovers!

Tra i luoghi di interesse storico-artistico da non perdere ci sono sicuramente l’Abbazia di Sant’Antimo e l’Abbazia di Sant’Oliveto Maggiore. La prima ospita un chiostro, i giardini e una farmacia, mentre la seconda si trova all’interno di un complesso monastico dove trovano posto anche un ristorante e la cantina storica.

A pochi kilometri di distanza dall’Abbazia di Sant’Antimo sorgono i vigneti e la cantina Podere Le Ripi, di proprietà della famiglia Illy. Terra del Brunello di Montalcino, la tenuta comprende 56 ettari di boschi, vigneti e uliveti. 
Abitata fino al 1998 da un pecoraio e il suo gregge, oggi si vinifica in biodinamico ed in armonia con l’ambiente; nel 2016 è stata inaugurata la cantina aurea, costruita solo in mattoni e malta (bioarchitettura).
La visita è gratuita, mentre il costo delle degustazioni varia a seconda della scelta dei vini e delle annate: Amore&Follia (Syrah 98%), Cieli d’Ulisse (Brunello di Montalcino) e Lupi&Sirene (Brunello di Montalcino).

Mentre il sangiovese piccolo si estende in maniera omogenea in tutta la Toscana, il sangiovese grosso, che consente la produzione di un vino di maggior qualità, viene coltivato in quantità limitata e prevalentemente nella zona di Montepulciano – dove viene chiamato prugnolo gentile, e di Montalcino – dove assume la denominazione di Brunello. 

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