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Dove e cosa mangiare a Bruxelles e nelle Fiandre: mini guida golosa

Patatine fritte, waffle, cioccolato e birra: il Belgio vanta diverse tradizioni e primati da scoprire e assaggiare! Ecco un elenco di indirizzi di ristoranti e pasticcerie, curiosità e piatti tipici da non perdere tra la capitale belga, Gand e Bruges.

Prima di tutto, ai belgi va riconosciuto di aver perfezionato la tecnica della doppia frittura: per le frites si usa un grasso bovino detto Blanc de bœuf che regala alle patatine un profumo inconfondibile, e anche quando viene sostituito da olio vegetale, la temperatura dell’olio non deve mai superare i 175°C. Le patatine fritte vennero inventate intorno al 1600 a Namur, in Vallonia, dove gli abitanti erano soliti friggere il pesce pescato nel fiume Mosa. Con l’arrivo dell’inverno, quando il fiume gelava, il pesce veniva rimpiazzato da patate tagliate a bastoncini.

1500 marchi e oltre 700 diversi profili di gusto, dalla Pils alle trappiste passando per le Flemish Red Ale e la Geuze, la birra belga è stata inserita nella Lista del Patrimonio Unesco nel 2016. Le sue origini affondano le radici nel Medioevo, quando a produrla erano i monaci nelle abbazie.

Ancora oggi diverse preparazioni, che hanno origine locale, continuano ad essere prodotte come un tempo: tra queste le Lambic, le acide prodotte a Bruxelles e nel Pajottenland – secondo il principio della fermentazione spontanea – e le Saison, chiare ad alta fermentazione, prodotte soprattutto in Vallonia.

Le prime notizie in Europa sulla lavorazione del cioccolato risalgono al 1635 nell’Abbazia di Baudeloo a Gent, dove veniva usato come tonificante: oggi il Belgio vanta più di 300 maestri cioccolatieri e produce oltre 725.000 tonnellate di cioccolato all’anno.
La pralina deve le sue sue origini a Jean Neuhaus, farmacista di Bruxelles che per rendere più gradevoli le sue medicine era solito ricoprirle con un sottile strato di cioccolato. Da questa semplice idea, il nipote Jean Neuhaus Jr. ereditò la passione di famiglia per il cioccolato e decise di sostituire la medicina con un delizioso ripieno morbido, la ganache: così, nel 1912, nacque la pralina.
Nel 1915 Louise Agostini, moglie di Jean Neuhaus Jr., creò il primo ballotin, una scatola decorativa chiusa da un nastro in cui vendere i cioccolatini, contribuendo così a rendere la pralina belga famosa in tutto il mondo.

Tra i posti da non perdere per gli amanti del cioccolato vi suggerisco la Old Chocolate House di Bruges, un posticino di quelli-come-piacciono-a-me: dettagli vintage e atmosfera familiare, la cioccolateria artigianale ospita una stanza al piano superiore dove vengono servite praline, waffle fatti in casa, e soprattutto, cioccolata calda.

Oltre all’atmosfera avvolgente del locale, è il servizio la particolarità di questa piccola cioccolateria: a seconda del gusto che si sceglie viene servita una tazza di latte e il composto preferito (io ho optato per noir, mango, peperoncino, zenzero e menta) viene fatto sciogliere lentamente con una piccola frusta. Le chicche di cioccolato possono essere acquistate nel negozio: sfuse o nelle scatole vintage, noi abbiamo fatto rifornimento per rifarla a casa!

Per il pranzo a Bruges abbiamo optato per il pub più antico della città, il caffè Vlissinge: la taverna risale al 1515, l’arredamento è in stile medioevale, la lista delle birre lunga e i piatti serviti sono quelli tipici delle Fiandre.

Mentre Bruges è la patria del cioccolato, Gent è famosa per i Cuberon – i nasi di zucchero e sciroppo ai frutti di bosco e violetta (e tanti altri gusti), ma anche per il Waterzoii, una zuppa di brodo di pollo con verdure (sedano, rapa, carote) e patate che viene servita con burro, panna e prezzemolo.

Ho assaggiato la zuppa nell’antico mercato della carne di Gent, dove abbiamo ordinato anche un tagliere di formaggi e salumi tipici delle Fiandre – dalla testa in cassetta al formaggio di capra: all’Het Groot Vleeshuis si possono trovare diversi prodotti regionali anche da comprare e portare a casa.

Una chicca da non perdere per tutti gli amanti della senape – io ne vado matta – è il negozio della mostarda a Gent: dalle mostarde ai diversi tipi di senape, dalle salse alle marmellate, dalle spezie alle tisane è una piccola drogheria a conduzione familiare, un angolo di profumi dove il tempo sembra essersi fermato.

A Bruxelles invece, dove è più difficile riuscire a trovare posti più piccoli e meno turistici, abbiamo scelto i ristoranti grazie all’aiuto di diversi amici expat che vivono lì da qualche anno.
Per assaggiare l’indivia belga ripiena o la carbonnade, da non perdere il ristorante La Fin de Siecle, per le migliori patatine fritte bisogna andare in Place Jourdan.

Per altri consigli enogastronomici e ulteriori approfondimenti vi consiglio di consultare il sito dell’ente del turismo delle Fiandre, troverete tanti itinerari, diverse proposte e potrete scaricare anche le guide tematiche!
www.visitflanders.com


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