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Franciacorta, weekend in cantina: la Strada del Vino in bicicletta

Franciacorta, terra di spumante metodo classico tra le colline di Brescia e il Lago d’Iseo.
Quale momento migliore per visitarla se non un weekend di primavera o d’autunno?

Nel territorio della Franciacorta, la viticoltura viene praticata sin dal Medioevo, periodo in cui la zona era una “corte franca“, esente dal pagamento del dazio: ecco il motivo dell’origine del nome Franciacorta.

Le caratteristiche del paesaggio hanno assicurato le condizioni ideali alle vigne lungo i secoli: grazie al suolo morenico (ricco di minerali) e alle correnti del lago che mitigano i venti freddi della Val Camonica, oggi la Franciacorta conta oltre 2900 ettari vitati coltivati e (80% Chardonnay e il restante tra Pinot Nero e Pinot bianco), utilizzati per produrre lo spumante metodo classico.

Ma cosa vuol dire Spumante METODO CLASSICO?
Tutti quei vini che grazie a un processo di fermentazione sviluppano anidride carbonica vengono generalmente definiti con il termine spumante. I due metodi più utilizzati per produrre le bollicine sono due: il metodo Martinotti (o Charmat) – utilizzato per produrre vini come il prosecco, e il Metodo Classico (o Champenoise).

Il metodo classico (dal 1994 la Francia ha vietato l’utilizzo del termine Champenoise alle zone non appartenenti all’area dello Champagne) prevede la vendemmia anticipata (fine agosto) per favorire l’acidità, la raccolta a mano dell’uva, la rifermentazione in bottiglia per 18 mesi (per la DOCG, come da disciplinare) il remuage (rotazione di 1/4 di giro delle bottiglie per favorire il deposito dei lieviti nel tappo della bottiglia) e la separazione del deposito mediante sboccatura (come da disciplinare).

Sono 19 i comuni che fanno parte della Franciacorta, tutti appartenenti alla Provincia di Brescia.

L’Associazione la Strada del Vino della Fanciacorta , fondata nel 2000, suggerisce 5 itinerari ciclo-turistici per andare alla scoperta del territorio:

  • itinerario 1 – percorso giallo “La Franciacorta Satèn”,
  • itinerario 2 – percorso blu “La Franciacorta Pas Dosé”
  • itinerario 3 – percorso verde “La Franciacorta Brut”,
  • itinerario 4 – percorso rosso “La Franciacorta Rosè”
  • itinerario 5 “La Franciacorta Extra Brut”

Tutti e cinque gli itinerari propongono un tracciato tra vigne e campi, piccoli borghi e ambiti di particolare interesse naturalistico, punti panoramici e luoghi d’interesse storico-artistico.

Dopo aver noleggiato le nostre mountain bike, scegliamo di intraprendere l’itinerario GIALLO per visitare anche la Riserva Naturale delle Torbiere del Sebino.

L’itinerario prevede un trentina di chilometri tra vigneti, monumenti storici e cantine passando tra i comuni più importanti della zona, da Erbusco a Iseo.

La prima cantina che visitiamo è Ca del Bosco a Erbusco, una della mie cantine preferite in assoluto, un luogo speciale dove l’eleganza delle bollicine incontra l’arte contemporanea.

Il cancello solare, un’opera in bronzo dello scultore Arnaldo Pomodoro, accoglie i visitatori ancora prima di entrare: è il preludio alle meraviglie scultoree e architettoniche che si possono ammirare all’interno delle cantine e delle vigne.

“Il vino è un valore reale che ci dà l’irreale”. L’affermazione di Luigi Veronelli è alla base dell’idea di Ca’ del Bosco di mescolare due mondi che abbracciano la cultura: l’esperienza vitivinicola e la provocazione intellettuale dell’arte.

Nel parco e tra le vigne trovano posto sculture sorprendenti collocate nel paesaggio, ma anche in cantina le opere site-specific accompagnano il visitatore lungo il percorso.

“Water in dripping”,  una delle opere che mi ha colpito e affascinato maggiormente, è un’installazione realizzata nel 2016 da Zheng Lu che propone l’esplorazione del movimento naturale dell’acqua per raccontare un viaggio simbolico natura-mobilità, utilizzando delle forme scultoree in acciaio.

Ca del Bosco
Via Albano Zanella 13, 25030 Erbusco BS
Aperti dal Lunedì al venerdì 8:30-12:30 / 14:00-18:00
Sabato e domenica orario continuato 9:00-17:00
Tour e degustazioni su prenotazione con varie formule (Vintage, Collection, History, La riserva, Annamaria Clementi)

 

Proseguiamo con il nostro itinerario per qualche chilometro verso Nord e incontriamo Borgonato Franca, paese che ospita le cantine più famose e conosciute della Franciacorta: le cantine Berlucchi.

La storia delle bollicine italiane deve le sue origini a Guido Berlucchi e all’enologo Franco Ziliani: nel 1961  furono i primi a proporre sul mercato tremila bottiglie di Pinot di Franciacorta, uno spumante italiano.

Prendendo parte ad uno dei tour che l’azienda propone durante il weekend si ha la possibilità di visitare le cantine storiche e di assaggiare dai 2 ai 4 spumanti, a scelta tra classici (20 euro a persona), moderni (25 euro a persona) e i preziosi (35 euro a persona).

Cantine BERLUCCHI 
Info e prenotazioni: +39 030984381 – visit@berlucchi.it

 

Continuiamo a pedalare verso Nord e arriviamo all’ultima cantina del nostro percorso, a Provato d’Iseo.
La cantina è BERSI SERLINI e si trova a pochi chilometri di distanza dall’Abbazia di San Pietro in Lamosa, a due passi dall’ingresso alla Riserva Naturale delle Torbiere del Sebino.

Le cantine Bersi Serlini erano una depedance agricola e vinicola dei monaci benedettini di Cluny, che costruirono il fabbricato intorno al 1100. Dal 1886 la struttura appartiene alla Famiglia Bersi Serlini che tutti i giorni offre la possibilità di visitare le cantine sotterranee, la cantina di vinificazione e la cantina di maturazione.

Dopo la visita alle cantine con la miglior guida incontrata fino ad ora (la miglior spiegazione del metodo classico e della specificità del territorio della Franciacorta) si passa alla degustazione (noi abbiamo scelto di assaggiare 3 vini, costo 16 euro a persona) nella reception-ingresso della tenuta: un omaggio dei proprietari alla storia del design italiano e internazionale.

Cantine BERSI SERLINI
Aperti tutti i giorni dalle 9.00 alle 18.00.
Per info e visite: 030 9823338 o visite@bersiserlini.it.
Le visite guidate sono accompagnate da varie formule per la degustazione. La più particolare è quella bendata, la più suggestiva quella  notturna. Gli orari delle visite nei weekend sono alle 11:00, 14:30, 16:30.

Ultima tappa prima di raggiungere Iseo, la Riserva Naturale delle Torbiere del Sebino: un parco naturale di 36o ettari tra canneti e specchi d’acqua che racchiude al suo interno una “Zona Speciale di Conservazione (ZSC) e Zona di Protezione Speciale (ZPS)”, un’area prioritaria per preservare la biodiversità nella Pianura Padana, soprattutto la fauna regionale (in particolare gli uccelli acquatici) .

Suggestivo vederla al tramonto, l’ingresso è a offerta libera e si può rimanere in sella alla bicicletta.

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