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I macarons di Saint-Émilion, una ricetta dalle origini antiche

La ricetta dei biscotti di mandorle e meringa vede le sue origini nel 1620, all’interno del convento di Saint-Émilion, grazie a due suore orsoline con la passione per i dolci. L’antica ricetta viene acquisita e tramandata nei secoli dalla famiglia Grandet e nel 1857, all’Esposizione Universale di Parigi, i macarons vengono serviti con i vini di Saint-Émilion e diventano famosi in tutto il mondo.

Qualcuno invece sostiene che il primato sia dell’Italia del XVI secolo, grazie a Caterina de’ Medici che ne commissionò la preparazione e che nel 1533, in occasione del suo matrimonio con Enrico II, ne favorì l’importazione alla corte di Francia.
Sicuramente i pasticcini più chic di sempre devono la loro diffusione a Pierre Desfontaines, nipote di Louis-Ernest Ladurée, che nel 1930 ebbe l’idea di accoppiare due meringhe alle mandorle e farcirle con un ripieno cremoso, una ganache al burro o alla marmellata.
L’attività dello zio, una boulangerie, venne trasformata in un caffè letterario: oggi i restaurant, salon de thé, et spécialiste du macaron Ladurée, sono una cinquantina, sparsi in 23 paesi, due dei quali si trovano in Italia, a Milano.

A Bordeaux, ad oggi, l’unica pasticceria che prepara i macarons con l’antica ricetta della tradizione è quella di Nadia Fermigier, in Rue Guadet, 9. I biscotti qui sono più simili ai nostri amaretti, la superficie non è liscia e piatta, non ci sono ripieni o sovrapposizioni.

La ricetta è segretissima e solo questa piccola fabrique de macarons in tutta Saint-Émilion può vantare il marchio registrato.

Uno di quei posti che profuma di buono e dove si viene accolti con il sorriso!

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