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Turismo consapevole in India: viaggio in Rajasthan

“Chi ama l’India lo sa: non si sa esattamente perché la si ama.
E’ sporca, è povera, è infetta; a volte è ladra e bugiarda, spesso maleodorante, corrotta, impietosa e indifferente. Eppure, una volta incontrata non se ne può fare a meno.
Si soffre a starne lontani. Ma così è l’amore: istintivo, inspiegabile, disinteressato.
Innamorati, non si sente ragione; non si ha paura di nulla; si è disposti a tutto.
Innamorati, ci si sente inebriati di libertà; si ha l’impressione di poter abbracciare il mondo intero e ci pare che l’intero mondo ci abbracci.
L’India, a meno di odiarla al primo impatto, induce presto questa esaltazione: fa sentire ognuno parte del creato.
In India non ci si sente mai soli, mai completamente separati dal resto. E qui sta il suo fascino”.
(Tiziano Terzani)

La mia prima volta in India: un paese che mi ha sempre affascinato e spaventato allo stesso tempo.
Scegliere di fare turismo responsabile e consapevole è stato il miglior modo per avvicinarsi a una terra complessa, amara e dolce allo stesso tempo: abbiamo disegnato e studiato il nostro itinerario insieme a Conscious Journeys, un tour operator specializzato in viaggi in India e sud-est asiatico. Conscious Journeys abbraccia una filosofia di viaggio che si fonda su tre obiettivi complementari: permettere alle comunità ospitanti e all’ambiente di beneficiare del turismo, proteggere e valorizzare la varietà dei patrimoni naturali e culturali, provvedere all’istruzione dei bambini delle comunità più marginalizzate.

La mia prima volta anche con un tour operator e un viaggio organizzato, con un driver che ci ha accompagnato e aspettato ad ogni tappa e alle nostre guesthouse: un’esperienza nuova e strana, ma che per certi versi ci ha permesso di conoscere realtà, situazioni e luoghi difficilmente raggiungibili.

Prima Tappa: NEW DELHI

Purtroppo essendo il periodo natalizio, non ci è stato possibile fare la visita del quartiere povero di Paharganj, nella Vecchia Delhi, guidati dai giovani della ONG Salaam Balaak Trust, che salva i ragazzi dalla strada, li istruisce e li forma professionalmente. I percorsi di City Walk mirano a portare alla luce la tragica realtà dei bambini di strada e a mostrare il mondo dalla loro prospettiva.

Per il poco tempo a disposizione, abbiamo visitato il Palazzo del Parlamento, il Palazzo Presidenziale e l’India Gate, pranzando nel ristorante Karim’s, uno storico locale (aperto dal 1913) che serve piatti della tradizione Mughal.

Karim’s 
16 Matia Mahal Bazar, Near Jama Masjid | Jama Masjid, Nuova Delhi

Seconda Tappa: AGRA

Con AGRA WALKS abbiamo camminato tra le vie del mercato alla scoperta dei monumenti più importanti e abbiamo pranzato da Sheroes Hangouts, un caffè aperto su iniziativa della Onlus di stop acid attack con l’obiettivo di infondere nelle donne la fiducia necessaria per mostrare in pubblico il loro volto senza vergognarsi: un’occasione di reinserimento nella società per le vittime di attacchi con l’acido e anche un modo per garantirsi un’indipendenza economica. Oltre al negozio, il locale ospita una biblioteca e una piccola bottega di creazioni artigianali. Il menù non ha prezzi, si paga con un’offerta libera.

Sheroes Hangouts
Fatehabad Road | Opposite the Gateway Hotel, Agra 282

Terza Tappa: JAIPUR

La città rosa, la città delle pietre preziose e dei bazaar, dello spirito indiano furbo in odor di turista.
Da non perdere: Amber Fort, Hawa Mahal. Mi ha colpito particolarmente soprattutto quest’ultimo: caratterizzato da cinque piani in arenaria rosa lavorata a nido d’ape, il “Palazzo dei Venti” venne costruito nel 1799 per ordine del Maharaja Sawai Pratap Singh per consentire alle donne della corte di assistere alle processioni e osservare la vita quotidiana della città. Se ci andate al calar del sole, il colore del palazzo e la vista panoramica vi regaleranno degli scatti fotografici meravigliosi.

Quarta Tappa: BAGRU

Nel tragitto verso Pushkar, una sosta nella cittadina di Bagru, nota per le stampe di tessuto.
La visita di un laboratorio tradizionale ci ha permesso di entrare in contatto con artigiani e artigiane e di vedere da vicino il processo di realizzazione di diverse manifatture tessili tra stampi, argilla, sabbia e indaco.

Quinta Tappa: TILONIA

Sempre lungo il tragitto verso Pushkar, una sosta speciale, il villaggio di Tilonia e l’International Barefoot College , una ONG indiana senza scopo di lucro, fondata nel 1972 da Bunker Roy. Obiettivo della scuola, fornire l’istruzione avanzata (ingegneria, medicina, architettura) alle donne analfabete dei villaggi rurali e impoveriti dell’India. Noi le abbiamo viste all’opera nella costruzione di sistemi per gli impianti solari e durante le lezioni di cucito.

Sesta tappa: PUSHKAR

La città che mi ha sconvolto e affascinato maggiormente, dove si trova l’unico tempio dedicato a Brahma, prima persona della Trinità Hindu (insieme a Vishnu e Shiva), che viene venerato come creatore del mondo.
Tra mendicanti, sporcizia, mucche e scimmie, i ghat di pietra bianca conducono alle rive del suo lago – si narra che il lago sia una lacrima di Brahma – per permettere ai fedeli di immergersi nelle sue acque per il bagno rituale, la puja, dovere di ogni bravo induista almeno una volta nella vita.
Qui, nella città più sacra del Nord dell’India – il cui nome significa fiore di loto – la spiritualità si accompagna alla cialtronaggine, le truffe si mescolano con la devozione e si riescono a percepire i tratti di un paese complesso.

Settima tappa: JODHPUR

Un visita alla scoperta della città blu, resa famosa anche dai tanti scatti di Steve MCurry. Assolutamente da fare: camminare nel dedalo dei suoi vicoli, ammirare le diverse sfumature di blu e lo scorrere lento della vita quotidiana, perdere tempo tra il mercato e le bancarelle. Da non perdere la vista e il panorama scendendo a piedi dal Forte Mehrangarh.

Le scuole purtroppo durante il nostro periodo di visita erano chiuse, ma siamo riusciti a visitare una parte dei villaggi BISHNOI (a nord della città) accompagnati dal gestore della Mandore Guesthouse, una guesthouse immersa nel verde dove abbiamo soggiornato per due notti.

I Bishnoi, i “Guardiani della Terra” sono un’antica tribù che vive nel cuore del deserto del Rajasthan, una comunità fondata sulla protezione della natura, sulla devozione per Vishnu e l’egualitarismo.

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