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Champagne, da Epernay a Reims tra grandi maison e piccoli vigneron

34 mila ettari, 320 cru (comuni), 4 grandi zone vitivinicole: l’area della AOC (Appellation d’origine contrôlée – la denominazione di origine protetta) delle bolle più famose del mondo si trova a 150 km a nord-est di Parigi.

Ma quali sono i vitigni dello Champagne? E qual è il motivo per cui è davvero unico al mondo?
Lo champagne può essere prodotto con tre vitigni: Pinot Noir, Pinot Meunier e Chardonnay.

Ogni produttore può decidere la percentuale di queste tre tipologie di uve da utilizzare all’interno del proprio blend, così da definirne l’identità (cuvée).

In genere, il blend è composto da uve di vendemmie diverse.
A discrezione dell’enologo, la cantina può scegliere di produrre uno Champagne con le uve di una particolare annata: nascono cosi le bottiglie denominate vintage, i millesimati – che riportano l’anno anche in etichetta.

Sarà poi la quantità di dosaggio (di zucchero) a definire la sua tipologia, obbligatoria in etichetta per orientare il consumatore:

  • Pas Dosè: meno di 3 g/l di zucchero
  • Extra Brut: da 0 a 6 g/l di zucchero
  • Brut: fino a 12 g/l di zucchero
  • Extra Dry: da 12 a 17 g/l di zucchero
  • Dry/Sec: da 17 a 32 g/l di zucchero
  • Demi-sec: da 32 a 50 g/l di zucchero
  • Dolce: oltre 50 g/l di zucchero

La seconda fermentazione in bottiglia e l’aggiunta del liqueur de dosage sono parte del processo di produzione che rende unico lo Champagne: ufficializzato già dalla fine dell’Ottocento, dal 1993 l’UE ha riservato la dicitura metodo champenoise solo alla zona della regione francese. Regolamentato da una serie di norme molto severe (ad esempio, la raccolta delle uve deve avvenire rigorosamente a mano), in Italia lo stesso processo viene utilizzato per produrre gli spumanti come il Franciacorta e viene chiamato Metodo Classico.

Informazioni

Arrivando da Genova, abbiamo deciso di volare da Milano su Parigi (con la low-cost EasyJet) e di noleggiare una macchina per 4 giorni. Con Europecar, la spesa totale è stata di circa 150 euro, comprese benzina e assicurazione. L’unico neo di andare in aereo è quello non potersi portare via nessuna bottiglia!

Dall’aeroporto Charles de Gaulle, la regione Champagne-Ardenne si raggiunge in meno di due ore di macchina.

Importante da sapere prima di partire: la maggior parte delle cantine in Francia è chiusa il sabato e la domenica, soprattutto quelle minori. Non tutti i i piccoli produttori sono disponibili a ricevere le visite di persone non addette al settore e prediligono i consumatori che parlano francese. La degustazione presso i vigneron è sempre gratuita ma in genere i proprietari si aspettano l’acquisto di qualche bottiglia.

In ogni caso, sia per le grandi maison sia per i vigneron, è consigliata la prenotazione.

Come costruire un itinerario per andare alla scoperta del territorio?
Le 4 aree vitivinicole della regione, si estendono da Reims a Troyes:

  • la Montagne de Reims (dove si coltivano prevalentemente Pinot Nero e Pinot Meunier con una piccola parte di Chardonnay),
  • la Vallee della Marne (Pinot Meunier),
  • la Côte des Blancs (esclusivamente Chardonnay)
  • la Côte des Bar (quasi esclusivamente Pinot Nero).

 

Le Grandi Maison

Coteaux, Maisons et Caves de Champagne: l’attribuzione a Patrimonio Unesco dello Champagne include la Collina di Saint-Nicaise a Reims con le crayère, le cave sotterranee da cui si estraeva il gesso – già utilizzate già nel Medioevo; l’Avenue de Champagne a Épernay – che ospita le cantine delle maison più prestigiose e i coteaux storici di Hautvillers, Aÿ et Mareuil-sur-Aÿ, esposti a sud.

Tra le grandi maison, abbiamo scelto di visitarne tre: una a Reims – le cantine Taittinger , una a Épernay – le cantine Moet&Chandon e una nel cuore della Regione – le cantine Canard-Duchêne.

Le grandi maison sono aperte anche durante il weekend e offrono la possibilità di visitare le cantine e di abbinare diversi tipi di degustazione: uno, due o tre calici a scelta. E’ consigliata la prenotazione, potete farlo via mail o direttamente sul sito dove è richiesto un pagamento anticipato.

I piccoli vigneron

Champagne significa anche scoprire i piccoli produttori che conferiscono la maggior parte delle uve alle grandi maison: la figura del vigneron, i viticoltori che tutelano i terroir e la sostenibilità della produzione.

Proprietari di quasi la totalità del vigneto della Champagne (90%), i vigneron della regione sono più di 15.000.

Tra quelli che abbiamo visitato, vi consiglio: Fromment Grifon a Sermier, Cazals a Le Mesnil-sur-Oger e Gaston Collard a Buzy.


Luoghi da non perdere

Il bellissimo borgo di Hautvillers ospita la celebre Abbazia del monaco Dom Pierre Pérignon, leggendario inventore della seconda fermentazione naturale che caratterizza lo Champagne.
Casette colorate, piazzette fiorite, meridiane, enoteche, cantine: una cittadina a pochi kilometri da Epernay dove sostare per un pranzo o un aperitivo!

Noi ci siamo fermati da AU 36, un’enoteca che offre la possibilità di assaggiare un piatto di prodotti tipici regionali accompagnati da 6 calici per provare tutte le varietà dello Champagne: Chardonnay, Pinot Meunier, Pinot Nero, Assemblage, Vintage (millesimato) e Rosè.

Mousse di barbabietola con crumble di parmigiano, tortino di patate con prosciutto di Reims, salsiccia bianca di Rethel ai funghi, pane con brie e con Chaource (formaggio tipico della zona dell’Aube) lenticchie in salsa di mostarda di Reims, macaron rosa ai lamponi: ad ogni calice corrisponde un abbinamento – le caratteristiche di ogni vino esaltano i sapori di ogni singolo finger food.


A Epernay, capitale dello Champagne, si trova la famosa Avenue de Champagne, dove trovano posto le grandi maison della zona.
Se avete la possibilità di cenare in casa durante il vostro soggiorno, vi consiglio di abbinare i vostri Champagne ai formaggi buonissimi de la Cloche a Fromage, in Rue Saint-Thibault numero 17.


Dove dormire

Come spesso nei nostri viaggi on the road, abbiamo scelto degli appartamenti su Airbnb per avere la possibilità di cenare e di rilassarci presso il nostro alloggio.
A Reims abbiamo optato per la sistemazione da Anne Catherine, secegliendo comodità e soprattutto, vista mozzafiato: la Cattedrale!

Per la parte più a Sud abbiamo preferito una casetta nel bel mezzo della campagna, l’appartamento di Frédérique & Timour a Fontaine-sur-Ay: un luogo speciale per chi ama la filosofia slow e hygge – dal camino alla colazione (inclusi uova, frutta e verdura fresche), dai fiori secchi ai mobili, da giardino alle stanze – l’ambiente è rustico ma quasi romantico, caldo e avvolgente.